
Sezzana Toscana Sangiovese IGT 2011
Sconto 10%
Regione: Toscana
Formato: 0,75 LT
Anno: 2011
Gradazione: 14,50%
Temperatura Servizio: 16-18 gradi
Tempo Conservazione: Fino a 30 anni
Vinificazione: Macerazione e fermentazione alcolica a temperatura controllata per circa 12 giorni; fermentazione malolattica in botti di rovere francese nuove e affinamento per circa 28 mesi; affinamento in bottiglia per 100 mesi.
Uvaggio: 100% Sangiovese
Abbinamento: Grigliata di carne, pappardelle al ragù di cinghiale, pecorino toscano stagionato.
Solfiti: Contiene solfiti
Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A
Le uve delle migliori annate e un lunghissimo affinamento, protratto addirittura dodici anni: Sezzana rappresenta una mirabile espressione del vitigno toscano per eccellenza, il Sangiovese. Le uve provengono dall'omonimo vigneto sito in comune di Casciana Terme, vigneto con il quale ha ufficialmente inizio all’avventura toscana della cantina piemontese La Spinetta, nel 2001. Parliamo di un rosso piacevolissimo, fragrante di viole, ciliegie e spezie dolci, morbido e persistente al palato; un vino sontuoso, che attende piatti altrettanto ricchi, come una succulenta bistecca alla fiorentina.
Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.
