Cà di Pian Barbera d'Asti Superiore DOCG 2023

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Disponibilità : Immediata
Uvaggio : 100% Barbera
Gradazione : 14,50%
Anno : 2023
Formato : 0,75 LT
Temperatura Servizio : 16-18 gradi
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Regione: Piemonte

Formato: 0,75 LT

Anno: 2023

Gradazione: 14,50%

Temperatura Servizio: 16-18 gradi

Tempo Conservazione: Fino a 15 anni

Vinificazione: Macerazione e fermentazione alcolica in vasche a temperatura controllata per circa quindici giorni; fermentazione malolattica in botti di rovere francese di secondo e terzo passaggio, con affinamento di circa dodici mesi; ulteriore affinamento di circa tre mesi dopo la messa in bottiglia.

Uvaggio: 100% Barbera

Abbinamento: Ravioli del plin, risotto ai porcini, bollito, brasato, salumi e formaggi di media stagionatura.

Solfiti: Contiene solfiti

Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A

Fresca, piacevolissima, estremamente versatile: Cà di Pian Barbera d'Asti Superiore DOCG La Spinetta nasce dalle uve coltivate nei vigneti di Castagnole delle Lanze, località Piani, Costigliole d’Asti e Montegrosso d’Asti ed è affinata in botti di rovere francese per circa dodici mesi. La bottiglia giusta per una cena in famiglia o tra amici, intorno a un tenero spezzatino o ad una cremosa fonduta alla piemontese.

Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.