
Barolo Garretti DOCG 2021
Sconto 7%
Regione: Piemonte
Formato: 0,75 LT
Anno: 2021
Gradazione: 14,50%
Temperatura Servizio: 16-18 gradi
Tempo Conservazione: Fino a 30 anni
Vinificazione: Macerazione e fermentazione alcolica in vasche a temperatura controllata per circa 15 giorni; fermentazione malolattica in botti di rovere francese di secondo passaggio e affinamento per circa 24 mesi; successivo affinamento di circa 14 mesi dopo la messa in bottiglia.
Uvaggio: 100% Nebbiolo
Abbinamento: Brasato al nebbiolo con polenta, risotto ai funghi e al tartufo, formaggi stagionati ed erborinati.
Solfiti: Contiene solfiti
Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A
Completa esposizione a sud, ventilazione ottimale, marcate escursioni termiche giorno-notte, composizione del terreno eterogenea: il vigneto Garretti, in Grinzane Cavour, ha tutto ciò che occorre per la nascita di uve nebbiolo di qualità eccezionale; se a questo si aggiungono la passione e l'esperienza dei fratelli Rivetti ecco che prendono vita vini come il Barolo Garretti Docg: un concentrato di raffinatezza e potenza, di note fruttate e speziate, che conduce a un finale lungo, elegante, persistente.
Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.
