
Passito Oro Moscato Piemonte DOC 0,5 lt 2016
Regione: Piemonte
Formato: 0,5 LT
Anno: 2016
Gradazione: 11,00%
Temperatura Servizio: 12-14 gradi
Tempo Conservazione: Fino a 20 anni
Vinificazione: Vendemmia leggermente tardiva, appassimento delle uve in cantina; fermentazione alcolica e malolattica in botti di rovere francese, cui seguono oltre novanta mesi di affinamento. Ulteriore affinamento in bottiglia per almeno tre mesi.
Uvaggio: 100% Moscato
Abbinamento: Torte alla crema e alla frutta, biscotti di frolla, mandorle e nocciole; formaggi stagionati ed erborinati.
Solfiti: Contiene solfiti
Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A
La vendemmia leggermente tardiva, l'appassimento dei grappoli in cantina, la vinificazione in legno seguita da un lunghissimo affinamento sono solo alcuni dettagli che dimostrano le attenzioni dedicate da La Spinetta al suo Passito Oro Moscato Piemonte DOC: un vino dalla splendida tonalità dorata, profumato di frutti, agrumi e miele di castagno, dal gusto dolce bilanciato da una gradevole acidità, che rende il finale pulito e fresco. Un nettare delizioso, da godere con irresistibili dolci tentazioni.
Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.
