Amarone della Valpolicella DOCG La Corte del Pozzo 2018

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Disponibilità : Immediata
Uvaggio : Corvina, Corvinone, Rondinella
Gradazione : 17,50%
Anno : 2018
Formato : 0,75 LT
Temperatura Servizio : 16-18 gradi
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Regione: Veneto

Formato: 0,75 LT

Anno: 2018

Gradazione: 17,50%

Temperatura Servizio: 16-18 gradi

Tempo Conservazione: Fino a 20 anni

Vinificazione: Appassimento delle uve in fruttaio per cinque-sei mesi, pigiatura, fermentazione in vasche di acciaio per 25-35 giorni, maturazione in botti di rovere per un periodo minimo di tre anni.

Uvaggio: Corvina, Corvinone, Rondinella

Abbinamento: Carni rosse, selvaggina, salumi e formaggi stagionati, pasta frolla e dolcetti con frutta secca.

Solfiti: Contiene solfiti

Sede cantina: Via Cesare Battisti, 47, Colognola Ai Colli (VR)

La corte del pozzo era luogo di ritrovo dei viticoltori a inizio Novecento: a loro e alle origini della sua storia l’azienda dedica la linea di vini di cui fa parte questo Amarone, ottenuto dall’appassimento delle uve per cinque-sei mesi e da un affinamento in rovere per un periodo di almeno tre anni. Di colore rosso granato con riflessi viola, profuma di more e di prugne mature, di spezie dolci come la cannella e i chiodi di garofano; al palato è morbido e avvolgente, specie dopo qualche anno di riposo. Da assaporare non solo con carni e formaggi, ma anche al momento del dessert, con biscottini di frolla e dolcetti alle mandorle.

L’azienda vinicola Fasoli Gino, oggi rappresentata da Natalino e il figlio Matteo, nasce nel 1925 a Colognola ai Colli, nel cuore della provincia di Verona, quando Amadio Fasoli inizia a coltivare la vite per produrre vino da vendere localmente. Con il passare degli anni, il figlio di Amadio, Gino, ha dato il nome all’azienda, aumentando gli ettari vitati e diffondendo i propri vini in tutto il veronese e così quella che era una piccola attività agricola a conduzione familiare si trasforma in un’azienda solida, guidata da una visione chiara e da una passione profonda per il territorio e per la qualità del vino. Negli anni ’80, con l’ingresso della terza generazione, l’azienda compie una scelta coraggiosa e lungimirante: convertire i vigneti alla viticoltura biologica. In un’epoca in cui la sostenibilità era ancora poco compresa, Fasoli Gino abbraccia un nuovo modo di fare vino, rispettoso dell’ambiente, della salute del consumatore e dell’identità del terroir. Oggi tutta la produzione è certificata biologica, e alcuni vigneti seguono anche i principi della biodinamica. Il legame con la terra, l’attenzione per ogni fase del processo produttivo e la ricerca costante della qualità fanno sì che i vini Fasoli Gino siano apprezzati sia in Italia che all’estero. Ogni bottiglia nasce da uve selezionate con cura, vinificate con metodi che coniugano tradizione e innovazione, per offrire un’esperienza autentica e rispettosa delle origini.