
Il Nero di Casanova Sangiovese Toscana IGT 2021
Regione: Toscana
Formato: 0,75 LT
Anno: 2021
Gradazione: 13,50%
Temperatura Servizio: 16-18 gradi
Tempo Conservazione: Fino a 10 anni
Vinificazione: Macerazione e fermentazione in vasche a temperatura controllata per circa 15 giorni; fermentazione malolattica in tini di rovere francese di secondo e terzo passaggio, con affinamento di 14 mesi, seguiti da 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Uvaggio: 100% Sangiovese
Abbinamento: Antipasto di salumi e formaggi, pici al ragù bianco, bistecca alla fiorentina.
Solfiti: Contiene solfiti
Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A
Toscano nel carattere, nello stile, e pure nel nome: ogni dettaglio di questa bottiglia ci parla del suo luogo d'origine: il Sangiovese, l'uva più coltivata nella regione, i vigneti, posti nei comuni di Terricciola e Casciana Terme, il nome Nero, comunemente usato in terra di Dante per chiamare il vino rosso. Stappiamo dunque il Nero di Casanova, così fresco, morbido, accattivante, e abbiniamolo a specialità altrettanto ghiotte della nostra cucina tradizionale.
Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.
