
Bionzo Barbera d'Asti Superiore DOCG 2022
Regione: Piemonte
Formato: 0,75 LT
Anno: 2022
Gradazione: 14,50%
Temperatura Servizio: 16-18 gradi
Tempo Conservazione: Fino a 20 anni
Vinificazione: Macerazione e fermentazione alcolica in vasche a temperatura controllata per circa quindici giorni. Fermentazione malolattica in botti di rovere francese, parte nuove e parte di secondo passaggio, e conseguente affinamento per circa dodici mesi. Ulteriore affinamento di sei mesi in bottiglia.
Uvaggio: 100% Barbera
Abbinamento: Agnolotti del plin al ragù, risotto al tartufo d'Alba, tagliere di formaggi stagionati.
Solfiti: Contiene solfiti
Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A
Il vigneto Bionzo, posto in Costigliole d’Asti e acquisito dalla famiglia Rivetti nel 1998, si distingue per le sue viti quasi secolari: le produzioni, naturalmente basse, consentono di ottenere vini concentrati e ricchi di personalità. Come Bionzo Barbera d'Asti Superiore DOCG, deliziosamente fruttato, lievemente speziato e minerale, ampio e persistente nel finale, che interpreta perfettamente il vitigno, il territorio e la filosofia della cantina La Spinetta.
Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.

