
Il Rosè di Casanova Toscana IGT 2025
Regione: Toscana
Formato: 0,75 LT
Anno: 2025
Gradazione: 12,50%
Temperatura Servizio: 8-10 gradi
Tempo Conservazione: Fino a 6 anni
Vinificazione: Diraspatura e pigiatura soffice, senza pressare gli acini; breve contatto del mosto con le bucce; fermentazione alcolica per circa 15 giorni; affinamento in vasche di acciaio per circa 4 mesi sui propri lieviti.
Uvaggio: 50% Sangiovese, 50% Prugnolo Gentile
Abbinamento: Insalata di polpo e gamberi, pizza margherita, quiche ai carciofi.
Solfiti: Contiene solfiti
Ingredienti e Valori Nutrizionali: Apri etichetta digitale
Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A
Sangiovese e Prugnolo Gentile per il Rosè di Casanova Toscana Igt La Spinetta, un vino fresco e piacevolissimo, dal delicato colore buccia di cipolla, fragrante di fiori, agrumi e macchia mediterranea. Le uve provengono dai vigneti aziendali della tenuta Casanova, in comune di Terricciola (Pisa), dove dal 2001 è partita l’avventura toscana dei fratelli Rivetti. Anche qui, come in Piemonte, l’azienda produce vini eccellenti, prediligendo le varietà di uva tipiche del territorio.
Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.

