Moscato d'Asti DOCG Bricco Quaglia 2025

Disponibile e spedito a casa tua in 24-48 ore
Il prodotto è disponibile per un ordine pari o superiore a 6 bottiglie.
Disponibilità : Immediata
Uvaggio : 100% Moscato
Gradazione : 5,00%
Anno : 2025
Formato : 0,75 LT
Temperatura Servizio : 6-8 gradi
Ordina per telefono

Regione: Piemonte

Formato: 0,75 LT

Anno: 2025

Gradazione: 5,00%

Temperatura Servizio: 6-8 gradi

Tempo Conservazione: Fino a 6 anni

Vinificazione: Fermentazione alcolica in autoclave a temperatura controllata per circa tre mesi.

Uvaggio: 100% Moscato

Abbinamento: Frutta secca, formaggi stagionati, dolci di frolla e nocciole, panettone e dolci della tradizione natalizia.

Solfiti: Contiene solfiti

Ingredienti e Valori Nutrizionali: Apri etichetta digitale

Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A

Immancabile col pandoro e il panettone, il Moscato d'Asti sta sempre bene a fine pasto: bastano un biscottino, qualche nocciola, un amaretto ed è subito festa. Il Moscato d'Asti Docg Bricco Quaglia di La Spinetta ha il vanto di essere il primo ottenuto da un singolo vigneto, e onora tale primato con il suo colore dorato, gli aromi di pesca, miele e salvia, il gusto fresco, la dolcezza discreta ed equilibrata.

Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.