Barbaresco Valeirano DOCG 2022

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Disponibilità : Immediata
Uvaggio : 100% Nebbiolo
Gradazione : 14,50%
Anno : 2022
Formato : 0,75 LT
Temperatura Servizio : 16-18 gradi
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Regione: Piemonte

Formato: 0,75 LT

Anno: 2022

Gradazione: 14,50%

Temperatura Servizio: 16-18 gradi

Tempo Conservazione: Fino a 30 anni

Vinificazione: Macerazione e fermentazione alcolica in vasche a temperatura controllata per circa 15 giorni, fermentazione malolattica in botti di rovere di cui il 20% nuove, con affinamento di circa 22 mesi: ulteriore affinamento per sei mesi in bottiglia.

Uvaggio: 100% Nebbiolo

Abbinamento: Arrosto, brasato, selvaggina, primi con funghi e tartufo, formaggi di lunga stagionatura.

Solfiti: Contiene solfiti

Sede cantina: Castagnole delle Lanze (At) Via Annunziata, 17/A

Struttura importante, marcata mineralità, grande longevità: ecco alcune peculiarità dei vini nati nel vigneto Valeirano in Treiso, che poggia su un terreno di origine marina tendente a sabbioso. La Spinetta ha acquistato alcuni ettari di questo meraviglioso Cru nel 1997 e da allora produce il suo Barbaresco Valeirano Docg, un vino intenso e profondo, in cui spiccano le note balsamiche, i finissimi tannini, il lungo e persistente finale.

Castagnole delle Lanze (Asti), primi anni sessanta: Rivetti Giuseppe, detto Pin, e Lidia sono agricoltori esperti, appassionati, lungimiranti; i loro figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna, ereditano passione e lungimiranza dai genitori perseguendo nel tempo traguardi importantissimi: nel 1977 avviano la prima produzione di Moscato, negli anni ottanta iniziano la lavorazione delle uve a bacca rossa, negli anni novanta si approcciano al Barbaresco e poi al Barbera. Intanto l’azienda cresce, con l’acquisizione di alcuni ettari a Grinzane Cavour e, nel 2001, con la nascita di Casanova della Spinetta, in Toscana. Il 2011 è l’anno dell’acquisizione di Contratto, storica casa spumantiera piemontese, nella quale i fratelli Rivetti riversano la loro conoscenza e la filosofia aziendale. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’acquisizione di alcuni ettari nei colli tortonesi dedicati alla produzione del Timorasso, nella convinzione che questo vitigno autoctono possa misurarsi senza timore con i più grandi vini bianchi del mondo.