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Biondi Santi

E' proprio così:  il vino Brunello è stato “inventato” qui, nella tenuta del Greppo in Montalcino, da quel Clemente Santi, farmacista e scrittore, che mise a punto il suo “rosso scelto” premiato all’esposizione Universale di Parigi del 1867, tempi in cui i francesi si ritenevano i soli produttori al mondo di vini di qualità.
La figlia di Clemente, Caterina Santi, sposò Jacopo Biondi, nobile di Pomarance, e il loro figlio Ferruccio, appassionato di vino come il nonno Clemente, unì i cognomi per un giusto tributo alla famiglia della mamma.
Ferruccio, superata una grave crisi causata dalla fillossera, reimpiantò tutti i suoi vigneti innestandoli su barbatelle selvatiche, con gemme prese da quelle piante madri individuate al Greppo, e anticipò di un secolo la tendenza in Toscana di produrre vini rossi di corpo pieno, vinificando in purezza il Sangiovese.
E' proprio Ferruccio Biondi Santi ad essere descritto nel 1932 come inventore del Brunello da una Commissione Interministeriale che studiò il territorio del Chianti, compreso Montalcino.
Il figlio di Ferruccio, Tancredi, alla guida del Greppo dal 1917, portò il Brunello a nuovi livelli di prestigio e diventando ambasciatore di Montalcino e dei suoi vini.
Dopo di lui il filgio Franco ha continuato a condurre la Tenuta Greppo realizzando una impareggiabile collezione di bottiglie di Riserva, 
ha aumentato la produzione del Brunello del Greppo dai 4 ettari agli attuali 25, ha continuato le severe pratiche agronomiche e di cantina tradizionali per consolidare la tipicità e migliorare la qualità del Brunello del Greppo, facendo comprendere al mondo la grandezza del suo vino.

Ora il presente ed il futuro del Greppo è rappresentato dai due figli di Franco, Jacopo e Alessandra, interessati e coinvolti nella produzione e nella promozione dell’azienda.